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Sabato 29 Aprile 2017
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Medicina Laser: intervista al Prof. Leonardo Longo



Un campo medico relativamente recente, ma che ha già dato risultati importantissimi e scientificamente comprovati è quello della Medicina Laser. Da quasi 30 anni a Firenze si svolge uno dei più importanti congressi mondiali sulle applicazioni mediche della luce laser. E proprio a Firenze vive e svolge la sua professione il Prof. Leonardo Longo, luminare in questo settore, che abbiamo intervistato per analizzarne insieme le frontiere.
 

Il Laser è luce, la luce dà o ridà la vita. Ormai questo si può affermare con certezza nel 2014.

Parliamo, infatti, dei risultati della terapia laser su persone che non camminavano. Quanti dei pazienti curati da lei sono guariti in modo completo, quanti in modo parziale, e con quanti invece la terapia non ha funzionato?

Finora ho curato con la terapia laser oltre 250 casi di lesioni spinali. In 5 casi non si è ottenuto nessun risultato dopo un ciclo di trattamento, mentre 26 pazienti sono tornati a camminare.Tengo pero' a precisare che nessuno di questi pazienti corre e tutti camminano con tutori, deambulatori o bastoni, oppure zoppicano. Una cinquantina di pazienti non hanno proseguito il trattamento, non per mancanza di risultati ma per altri fattori, anche economici, e soprattutto per la poca pazienza.
La terapia laser, infatti, è lenta e i risultati si vedono dopo mesi di terapia associata alla imprescindibile fisioterapia adattata a ciascun paziente. In proposito, in questi giorni giornali e tv hanno dato notizia di un caso che ha generato molta confusione, in quanto trattava di un paraplegico che ha recuperato e risolto la lesione dopo un trattamento con cellule staminali in Polonia. Il soggetto in questione, però, non ha fatto solo questo: in realtà si è sottoposto anche a cicli di terapia laser e ha usato la fisioterapia riabilitativa secondo il metodo Dikul; addirittura ha fatto anche delle iniezioni di GH e, inoltre, il recupero non è stato immediato dopo la cura con le staminali come riportato erroneamente dai media, ma graduale in due anni, quindi simile a quello che accade ai nostri pazienti, dove vediamo miglioramenti lenti e progressivi e ad ogni ciclo vediamo riprendere la sensibilità motoria e sensoriale, che dopo la cura non regredisce.
L'ultima novità di questi mesi è ci siamo dotati di una serie di strumentazioni obiettive per misurare tono, trofismo e forza dei vari muscoli-chiave, per ottenere una valutazione più possibile precisa dei risultati, grazie ai quali riusciamo anche a consigliare un programma di fisioterapia il più possibile specifico per il singolo paziente e per i singoli muscoli.

Lei ha parlato del paziente che è riuscito a camminare con una serie di cure. Secondo lei possono coesistere le cure di una terapia laser e cellule staminali?
Certo che possono coesistere, e aggiungo che sono anche sinergiche, così come senz'altro lo sono la terapia laser e la fisioterapia riabilitativa evolutiva, che devono essere eseguite insieme, perché la terapia laser stimola enormemente i muscoli, ed è di qualche mese fa uno studio condotto a Bethesda che ci dice che ogni volta che si irradia la muscolatura con i laser si ottiene un netto potenziamento della forza e della resistenza dei muscoli stessi, ma se poi a questo non seguono sedute di ginnastica e fisioterapia, è come mettere la benzina in un auto e non guidarla. Devono quindi essere terapie sinergiche. Le cellule staminali sono invece un altro discorso. Sono anche queste una terapia rigenerativa e noi abbiamo esperienze con centri esteri di pazienti che si sono sottoposti all'innesto di cellule staminali, ma ci sono due problemi: prima di tutto, a mio avviso, è un tipo di terapia da consigliare esclusivamente a persone di età non inferiore a 30 anni, perché prima il soggetto fabbrica da solo moltissime staminali e non c'è alcun bisogno di aggiungerne. Inoltre, questa terapia può essere utile nelle persone anche giovanissime che presentano tetraplegia totale con risultati lenti con altre terapie. Questi a mio avviso sono i due tipi di pazienti che dovrebbero essere sottoposti all'autoinnesto di cellule staminali. Un autoinnesto che deve essere eseguito nella maniera meno traumatica possibile e soprattutto non a lesione fresca, perché in tal caso le cellule staminali si trasformano in cellule antinfiammatorie e non in cellule nervose. Dal 2006 sono titolare di un brevetto sul trattamento laser delle cellule staminali in compartecipazione con la FDA degli Stati Uniti e due Colleghi della Università di Bethesda: abbiamo infatti dimostrato che trattando in un certo modo e con un determinato tipo di laser ad un certo dosaggio le cellule dei tessuti, esse si trasformano rapidamente in cellule staminali, che sono anche in parte totipotenti.Si potrebbero quindi in questo modo ottenere molto velocemente cellule staminali, senza impiegare giorni o mesi.

Esiste la possibilità che i laser inducano l'insorgenza del cancro o peggiorare le lesioni?
Assolutamente no. Questa cosa è stata ben dimostrata ormai da cinquant'anni! Chi afferma il contrario lo fa per ignoranza dell'argomento, associata alla presunzione di dare giudizi e sentenze su ciò che non conosce. C'e' poi la malafede, la gelosia professionale ed altre cose che non val la pena ricordare. E purtroppo questo è un tipico e frequente comportamento italiano.

Ultima domanda: quanto può essere lunga una terapia laser?
Facendo una media sui 250 casi di cui ho parlato, posso dire che ci vogliono circa 150 applicazioni laser per arrivare a risultati importanti a livello sensoriale e motorio. In realtà, però, non esistono due lesioni spinali uguali: ognuna è diversa e ogni paziente durante i cicli ha bisogno di variare numero di sedute, dosaggi e altri parametri.

 

Medico chirurgo ed endocrinologo, il professor Longo insegna Laser Medicina e Chirurgia Estetica presso l’Università degli Studi Biomedici di S.Marino. Dal 1995 al 2010 ha insegnato Laser Chirurgia e Medicina presso la Scuola di Chirurgia Generale dell’Università di Siena ed è stato Visiting Researcher Professor presso l’Università di Bethesda e Vanderbilt negli USA, l’Università Czeske Budejovice, Kladno e Praga nella Repubblica Ceca, l’Università di Vilnius in Lituania.
Attualmente è direttore scientifico dell’Istituto di Laser Medicina di Firenze (I.L.M.), Presidente fondatore dell’International Academy for Laser in Medicine and Surgery (I.A.L.M.S.), Fellow di 28 società scientifiche, Socio Onorario di 5, Presidente della International Society for Laser Surgery and Medicine (I.S.L.S.M.) per i bienni 2005-2007 e 2007-2009 e della International Photo Therapy Association per il biennio 2008-2010.
È Presidente eletto della World Federation of Societies for Laser Medicine and Surgery (W.F.S.L.M.S.) per il quadriennio 2013-2017 ed è responsabile dei corsi di aggiornamento sulla Laser Medicina e Chirurgia che si tengono in 95 Nazioni, per conto della W.F.L.S.M.S.

30 Ottobre 2014 11:53
 

Scritto da MARINO
Il 09.06.2015|12:00
SAREI INTERESSATO A QUESTO METODO ESSEDO DISABILE raseromarino@libero.it

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