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Lunedì 21 Agosto 2017
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L'Orfeo all'Inferno di Jacques Offenbach a Palazzo Pitti



Era il 1984 e un Orfeo, quello di Claudio Monteverdi ritrascritto da Luciano Berio, veniva allestito dal Maggio Musicale Fiorentino a Palazzo Pitti, con la regia di Pier Luigi Pizzi. Berio, Responsabile Artistico in quell’anno, dedicò molta attenzione al mito di Orfeo, e dopo aver riproposto edizioni e versioni filologicamente attente, volle, nella produzione a Pitti, presentare un testo rielaborato in maniera sperimentale, per uno spettacolo popolare, all'aria aperta, in cui il pubblico potesse partecipare da coprotagonista. 

A distanza di quasi 30 anni, il Maggio Musicale Fiorentino ritorna a Pitti con un’opera e propone, non a caso, per sei recite (da venerdì 19 luglio a giovedì 25 luglio 2013) un altro Orfeo, quasi a voler creare un impalpabile legame con quella lontana edizione del 1984, ultima opera portata dal Maggio a Pitti. 

Il viaggio di Orfeo agli Inferi è qui narrato con un taglio più irriverente e satirico, messo in musica da Jacques Offenbach (Orphée aux Enfers) per un’operetta in due atti, su libretto di Hector Crèmieux e Ludovic Halèvy, composta nel 1858 ed eseguita in quell’anno ai Bouffes Parisien di Parigi. 

È la prima volta che il titolo di Offenbach va in scena nella programmazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, che ha scelto di affidare la regia a Marco Carniti (con scene di Carlo Centolavigna e costumi di Maria Filippi), che, nell’interpretare in chiave moderna libretto e trama, coinvolge tutti i complessi artistici del Maggio Musicale (Coro, Orchestra, MaggioDanza), in un allestimento assolutamente contemporaneo, dove l’ironia del testo viene mantenuta e attualizzata, ed il vero inferno scaturisce dalla “mancanza di lavoro, dalla fragilità del quotidiano, dall’insicurezza del sistema economico, dall’impotenza di fronte alla confusione di una società da riorganizzare”, come afferma lo stesso Carniti nelle note di sala. 

Lo spettacolo, che viene eseguito in lingua italiana, è imperdibile, non solo per la rarità con cui viene proposto nei cartelloni italiani, per la piacevolezza e quel senso di leggerezza che emerge dallo stile di Jacques Offenbach (1819 - 1880), esponente di quel clima parigino assolutamente irriverente e rivoluzionario di metà Ottocento, ma anche per il celebre galop, ovvero il tormentone, che all’epoca rese famoso il titolo, ovvero il momento di can can (qui coreografato da Paolo Arcangeli) dove le ballerine alzavano le sottane al ritmo di musica, lasciando intravvedere gambe, mutandoni e guêpières. 

Si tratta di una nuova produzione realizzata in collaborazione con Maggio Fiorentino Formazione. 


ORFEO ALL’INFERNO 
di Jacques Offenbach 

Direttore Xu Zhong 
Regia Marco Carniti 
Scene Carlo Centolavigna 
Costumi Maria Filippi 
Coreografia Paolo Arcangeli 
Luci Gianni Paolo Mirenda 
Euridice Marina Bucciarelli 
Plutone-Aristeo Roberto Covatta 
Giove Leonardo Galeazzi 
Orfeo Blagoj Nacoski 
John Styx Antonio Pannunzio 
Mercurio Saverio Bambi 
Marte Biagio Pizzuti 
Diana Romina Casucci 
Opinione Pubblica Romina Tomasoni 
Venere Arianna Donadelli 
Cupido Irene Favro 
Giunone Irene Molinari 

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 
Maestro del Coro Lorenzo Fratini 

MaggioDanza 

Responsabile Artistico MaggioDanza Giorgio Mancini 

Palazzo Pitti, Cortile dell' Ammannati 

Venerdì 19 luglio 2013, ore 21:30 
Sabato 20 luglio, ore 21:30 
Lunedì 22 luglio, ore 21:30 
Martedì 23 luglio, ore 21:30 
Mercoledì 24 luglio, ore 21:30 
Giovedì 25 luglio, ore 21:30

16 Luglio 2013 18:04
 

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