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Sabato 24 Giugno 2017
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L’attività contro le discriminazioni delle donne sul lavoro si è concentrata in particolar modo su 35 casi. L’età media delle lavoratrici si colloca principalmente nelle fasce 31-40 anni e 41-50 anni

Il prolungarsi della crisi economica ha accentuato i casi di discriminazione sul luogo di lavoro, un dato nuovamente in crescita dopo due anni di relativa tendenza al ribasso. La difficoltà economica in cui versano le aziende, soprattutto quelle con pochi dipendenti, porta a vedere la riduzione del personale come unica soluzione per limitare i costi. Questo conduce talvolta a pressioni e minacce che colpiscono la componente femminile e la portano al licenziamento.

Sono questi alcuni dei risultati che emergono dall’attività svolta dalla Consigliera di Parità della Provincia di Firenze, Maria Grazia Maestrelli, nell’anno 2010.

L’attività contro le discriminazioni si è concentrata in particolar modo su 35 casi, di cui nove hanno riguardato donne straniere. L’età media delle lavoratrici si colloca principalmente nelle fasce 31-40 anni (40%) e 41-50 anni (36%).

In dettaglio, si sono riscontrati dieci episodi relativi a problematiche connesse alla maternità, cinque a cessazione-sospensione del rapporto di lavoro, sei a problemi di flessibilità. Tre casi riguardano penalizzazioni nella progressione di carriera e nella retribuzione, cinque sono conseguenti a molestie verbali e fisiche, tre al trasferimento in sedi di lavoro lontane dal domicilio e tre a motivazioni diverse.

Fra le questioni associate alla maternità, quattro sono dovute al cambio delle mansioni e degli orari al rientro dal congedo.

Il quadro complessivo, con la prevalenza di situazioni determinate da una riorganizzazione delle aziende (trasferimenti, interruzioni del rapporto, modifica degli orari), conferma dunque la fase di transito e la forte instabilità che il mondo del lavoro sta vivendo, incertezza che ricade specialmente sulle donne quali soggetti deboli del mercato occupazionale.

Le lavoratrici che si sono rivolte alla Consigliera provengono in larga maggioranza (27 casi) dal settore privato; otto sono invece le dipendenti pubbliche. A seguito dell’intervento della Consigliera, 19 casi si sono conclusi per mezzo di consulenza, quattro sono stati definiti con conciliazione o accordo, dieci sono ancora in corso. L’iniziativa della Consigliera si è invece interrotta in due casi per volontà del soggetto discriminato.

Le istanze concluse dopo una o più consulenze si riferiscono a episodi in cui la Consigliera ha comunque garantito un’assistenza approfondita, aiutando le lavoratrici ad orientarsi nella propria scelta. In generale, si evidenzia l’importanza dell’attività di consulenza per le controversie legate a cambi di orario, turnazioni o sede (sia negati che imposti), situazioni in cui il datore di lavoro possiede un buon margine di discrezionalità e deve essere convinto a recedere dalle sue scelte, a favore delle esigenze di donne appena rientrate dalla maternità o con altri problemi di conciliazione familiare.

Grazie anche al protocollo firmato fra Consigliera Nazionale e Ministero del Lavoro, l’intervento del servizio ispettivo nei casi affrontati è stato celere ed ha fornito elementi utili per la conclusione delle vertenze.

In merito alla possibilità di adottare politiche di conciliazione vita-lavoro, si segnalano gli incontri con la società di servizi informatici Dada, con Confcommercio Firenze, con il Comitato per l’Imprenditoria Femminile di Firenze e con il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Commercialisti di Firenze. Gli incontri hanno costituito l’occasione per presentare i contenuti della Carta per le Pari Opportunità e sollecitarne l’applicazione.

La collaborazione con Confcommercio ha avuto un ulteriore sviluppo grazie al progetto “Pink security”, corso di formazione inaugurato a fine 2010 per donne addette ai servizi di controllo nei locali pubblici.

Provincia di Firenze, 11 aprile 2011

12 Aprile 2011 09:05
 

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