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Domenica 25 Giugno 2017
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L'anziano della quarta età è coinvolto poco dalle condizioni esterne e molto da quelle personali, in particolare dal benessere fisico e psichico, spesso collegato e conseguente ai legami affettivi e relazionali, su cui incidono anche lo status economico e sociale.

Le emozioni negative prevalgono di gran lunga su quelle positive, con un dislivello più marcato per coloro che vivono in istituti e in case di riposo, come è stato dimostrato da varie indagini, alcune realizzate anche dalla FNP.

La serenità ha a che fare con la riuscita e l'autorealizzazione; la preoccupazione e la tristezza con il timore di non essere in gradi di far fronte alle sfide dell'ambiente, con la sensazione di essere limitati nell'arterializzazione, con la solitudine e la mancanza di aiuto.

Gli stati umorali di frequente legati alla tristezza possono essere in relazione al pensiero della morte, della malattia e della sofferenza fisica, dell'isolamento.

Con gli anni il nucleo della personalità conserva la sua struttura, ma subisce cambiamenti riconducibili ad uno stato reattivo di difesa verso l'ambiente.

L'anziano spesso tende a creare una barriera, si rafforza nell'idea di essere incompreso e talvolta sviluppa un mondo interiore fantastico che evolve per conto suo, senza tener conto di ciò che succede nel mondo circostante La persona si isola, diventa diffidente, cerca di difendersi indirizzando verso la dimensione fantastica l'attività psichica conservata che, invece, potrebbe essere utilizzata per mantenere e agire le dinamiche relazionali.

02 Agosto 2013 17:02
 

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