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Sabato 24 Giugno 2017
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La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che i Comuni sono responsabili, sia in sede civile che in sede penale, per le lesioni causate ai cittadini a causa della mancata rimozione delle buche, bolle, dissesti e, in generale, di tutte quelle insidie presenti sulla strada che possono causare incidenti e cadute.

In virtù dell'affermazione di tale principio, la Suprema Corte ha convalidato una condanna per lesioni nei confronti di un dirigente dell'ufficio tecnico di un Comune, responsabile per le gravi lesioni causate ad una cittadina inciampata su di una 'bolla' presente sull'asfalto di una strada cittadina.

Infatti, al dirigente comunale è stato contestato di avere omesso la necessaria manutenzione ordinaria del piano di calpestio del passaggio pedonale fra il marciapiede e l'attraversamento della carreggiata, in cui si era verificata la caduta della signora, così permettendo il permanere di una 'bolla' di materiale bituminoso rialzata rispetto al piano di calpestio e pericolosa in quanto difficilmente visibile e non segnalata e tale, pertanto, da provocare la caduta.

Secondo la ricostruzione del Comune, al contrario, la suddetta bolla era pienamente visibile e non insidiosa e, pertanto, la caduta era ascrivibile esclusivamente alla disattenzione del pedone.

La Corte di Cassazione, nel respingere la ricostruzione operata dal Comune, ha sottolineato come "il sindaco ed i responsabili degli uffici tecnici del Comune assumono la posizione di garanzia sulla base di una generale norma di diligenza che impone agli organi dell'amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare, nell'ambito delle rispettive competenze, per evitare ai cittadini situazioni di pericolo derivanti dalla non adeguata manutenzione e dal non adeguato controllo dello stato delle strade comunali".

Dunque, secondo la pronuncia, la responsabilità del Comune e dei suoi dirigenti è strettamente collegata al compito riconosciuto loro dalla legge di provvedere, anche in via cautelativa, alla manutenzione delle strade e a provvedere alla rimozione di tutte quelle situazioni di irregolarità rispetto alle quali è prevedibile che possano sorgere problemi - e causare danni - per la circolazione degli utenti.

 

avv. Pierpaolo Florio

24 Aprile 2012 16:00
 

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