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Domenica 25 Giugno 2017
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Visioni dal nord al Museo Novecento



Apre oggi, 4 marzo,  la mostra Visioni dal Nord. Pittura estone dellacollezione Enn Kunila 1910 -1940”. 

Il Museo Novecento ospita per la prima volta a Firenze fino al21 maggio la collezione d’arte di Enn Kunila, tra le piùvaste raccolte di pittura moderna dell’Europanordorientale, una selezione inedita di artisti del primoNovecento baltico ancora poco noti al pubblicoitaliano.Sono intervenutiquesta mattina Cristina Giachi, vicesindaca de lComune di Firenze, Valentina Gensini, direzioneScientifica Museo Novecento, MUS.E, Sirje Helme, direttore Generale del Museo d’Arte Estone, Eero Epner, curatore della mostra, Enn Kunila, collezionista.“Sarà un momentoimportante per varie ragioni - ha sottolineato lavicesindaca Giachi - una di contesto: anchequest'anno Firenze ospiterà il Festival d'Europa el'Estonia si appresta ad assumere la presidenza Ue.Abbiamo in più un collezionista estone privato che si facarico di preservare la memoria pittorica del suo paese, eun Paese che sta investendo molto nel tutelare e raccontare la sua produzione artistica del Novecento. E, infine,c'è una cittá come Firenze che non finisce di rinnovarsi accogliendo queste 'visioni dal Nord' contutto quello che ciò che comporta in scambi e in ricchezza di sollecitazioni culturali. Questa mostra sarà unabellissima esperienza per tanti fiorentini e tanti turisti,italiani e stranieri, che nella nostra cittá potrannoincontrare un' Europa meno conosciuta che parla dellaricchezza di un'interpretazione iconografica, ma anche sorprendersi nel cogliere lo sguardo sull'Italia e l'Europa di questi artisti”.“In vista della presidenza dell’Estonia al prossimo semestre europeo,  Il Museo Novecento offre alla città una mostra inedita dedicata alla cultura e pittura del Novecento – ha icordato Valentina Gensini –.Presentiamodunque un’attenta selezione delle opere della collezioneKunila, capace di testimoniare i valori più alti dei grandi pittori di area baltica: sono artisti abituati a frequentare i grandi centri culturali europei - da Helsinki a Bruxelles a Roma - e nel contempo, osservatori ‘innamorati’dell’Italia e dei suoi paesaggi, ritratti in numerose elle opere esposte. La mostra rappresenterà dunque una duplice occasione per rileggere il paesaggio italiano congli occhi e la luce del Nord, ma soprattutto per conoscere meglio l’Estonia e la sua cultura attraverso conferenze,film e momenti musicali, in un ricco calendario di appuntamenti che si svolgeranno nel corso dei prossimi tremesi”.“Questa mostra siconcentra sul ‘Modernismo classico’ dell’arte estone;le opere in particolare si collocano nel periodo che vadall’inizio del secolo agli anni ’40, prima delloscoppio della guerra. – ha sottolineato SirjeHelme – Il modernismo estone è molto legato alla‘cultura della città’, alla passione di questi artistiper le capitali europee e la loro cultura; nello stessotempo c’è una forte presenza della natura, che si evincedall’uso della luce e del colore. Ci teniamo molto apromuovere le opere di questi artisti in Italia; a ottobreinoltre ci sarà una mostra personale di Konrad Mägi allaGallera Nazionale di Roma”.Curata dallostorico dell’arte Eero Epner, la mostra presentadipinti che ripercorrono le origini e gli sviluppi dellamodernità in Estonia, raccontando atmosfere, colori epaesaggi di artisti quali Ants Laikmaa, Elmar Kits, VillemOrmisson, Endel Kõks, Nikolai Triik e HerbertLukk.Caratterizzate daun’intensa sperimentazione cromatica, le operetestimoniano da un lato lo stretto legame di questi artisticon la natura, il paesaggio e le terre natie, dall’altroil desiderio di  partecipare alla vita culturale dellecapitali europee, rivelando l’influenza di correntiartistiche internazionali, fauve e post-impressioniste.Mossi dalla volontà di superare la tradizione pittoricarealista, molti artisti trascorsero lunghi periodi acontatto con l’arte europea, che reinterpretaronopersonalmente, gettando le basi per la nascita della pitturamoderna nel paese.La mostra dedicaun’attenzione particolare a Konrad Mägi (1878-1925),considerato il primo pittore della modernità estone. Piùvolte associato al neoimpressionismo, all’espressionismo eal fauvismo, nell’arco della sua carriera Mägi ha delineato uno stile e un vocabolario del tutto peculiari.Tra i soggetti dei suoi paesaggi si ritrovano anche vedutedi città italiane che esercitarono una forte attrazione su molti autori del periodo.Un programma di film, visite guidate e conferenze accompagnerà i tre mesi di esposizione: un’occasione unica per addentrarsi nella cultura novecentesca europea con uno sguardo rivolto verso il Nord

.L’esposizione èpromossa dal Comune di Firenze, con l’organizzazione e ilcoordinamento di Mus.e e la fondamentale collaborazionedell’AssociazioneItalia-Estonia. 

 

Nicoletta Curradi

04 Marzo 2017 09:36
 

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