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Sabato 29 Aprile 2017
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Successo del seminario sulla sperimentazione duale a Firenze



La  sperimentazione ministeriale relativa al cosiddetto «sistema duale» che, accanto al tradizionale percorso scolastico scuola superiore/università, prevede la messa a regime in tutto il Paese del sistema, tuttora a base regionale, della Formazione Professionale, rappresenta una svolta nell’offrire ai giovani la possibilità di imparare, fino ai livelli più alti, lavorando: di questo si  e' discusso dal 7  al 9 settembre a Firenze all'Hotel Londra, davanti ad un folto pubblico, alla XXVIII edizione del Seminario Europa, l’iniziativa ideata dal CIOFS-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale) in collaborazione con l’Associazione di categoria FORMA in cui, in una prospettiva di confronto costruttivo con alcuni altri Paesi europei, esperti, educatori e politici s’interrogano su un tema chiave e d’attualità legato alla Formazione Professionale.Intitolata «La sperimentazione duale in Italia. Un passo per un sistema strutturato di Formazione professionale nelle politiche attive del lavoro», l’edizione 2016 del Seminario di Formazione europea intende contribuire a una corretta formazione e occupazione giovanile aprendo il dibattito ai contributi, alle testimonianze, ai metodi, ai sistemi e all’esperienza degli ospiti provenienti, quest’anno, da Gran Bretagna, Polonia e Spagna.«Da qualche tempo nel nostro Paese avvertiamo che l’attenzione e la considerazione nei confronti della Formazione Professionale sono cresciute: si è compreso che si tratta di uno strumento necessario a favorire l’occupazione giovanile; – dichiara Lauretta Valente, presidente del CIOFS-FP – con la sperimentazione di prossimo avvio, che in due anni coinvolgerà circa 60.000 giovani, il Ministero del Lavoro ha scelto di puntare sulla filiera professionalizzante che insegna un mestiere non solo in classe ma anche attraverso il lavoro sul campo e di incrementare i contratti di apprendistato».A prescindere dall’esito, inoltre, lo stesso Referendum sulla Costituzione previsto in autunno fornisce un’ulteriore occasione di riflessione sul tema della formazione professionale, dato che, tra l’altro, nella riforma costituzionale si prevede la nuova competenza statale sulle «disposizioni generali e comuni» in materia di IeFP (Istruzione e formazione professionale), mentre oggi il settore è di pertinenza regionale.Questi aspetti contingenti sono una nuova premessa per definire, in forma organica e uniforme su tutto il territorio nazionale, un vero e proprio sistema formativo da offrire ai giovani in alternativa al tradizionale iter scolastico/universitario: interessante suggestione nell’ottica del superamento dell’impostazione frammentaria, volontaristica e incompiuta finora lasciata all’iniziativa delle singole Regioni, diverse delle quali, a presente, non hanno neppure avviato il percorso formativo-professionale.Il tema è rilevante soprattutto se si considera che la formazione professionale, verso la quale si orientano sempre più ragazzi, e non necessariamente per ripiego, è efficace proprio per la peculiare forma di apprendimento pratico di un mestiere, parte in aula e parte all’interno delle imprese.Partita nell’anno 2003/2004 con alcune migliaia di giovani, oggi l’istruzione e formazione professionale su base regionale è arrivata ad accogliere, tra triennio e quarto anno, ben 329.387 allievi (dati ISFOL Anno formativo 2014-2015). Un trend significativo e in continua crescita, cui si aggiunge un successo occupazionale a breve termine pari al 50%, che al Nord raggiunge anche il 60%, e una dispersione scolastica tra le più basse. E questo nonostante il fatto che, come già detto, non in tutte le Regioni italiane è possibile intraprendere questo percorso di apprendimento.Al fine di realizzare compiutamente un percorso strutturato e costruito intorno all’imparare facendo occorre quindi lavorare in sinergia nell’ottica del dare organicità e certezza in tutto il Paese al sistema della Formazione Professionale, muovendosi anche in continuità con l’esperienza dei cosiddetti ITS, gli Istituti Tecnici Superiori che, con tagli specifici, svolgono funzioni di approfondimento analoghe a quelle universitarie, facendone un vero e proprio iter, completo e alternativo a quello tradizionale fondato sulla diade liceo/università.Al tavolo di lavoro hanno preso parte oltre parte gli assessori di Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Calabria, il presidente ANPAL Maurizio del Conte, Elio Formosa della Segreteria nazionale della CISL Scuola, il Coordinatore del Gruppo formazione professionale/alternanza scuola-Lavoro di Confindustria Ermanno Rondi e la presidente di FORMA Paola Vacchina.

 

Nicoletta Curradi

Fabrizio Del Bimbo

08 Settembre 2016 17:29
 

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