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Giovedì 17 Agosto 2017
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Risorge la Resurrezione di Lazzaro di Froment agli Uffizi



Sono tornati all'antico splendore i colori originali del trittico della "Resurrezione di Lazzaro" del pittore francese Nicolas Froment (circa 1430-1486), maestro originario della Piccardia e lungamente attivo in Provenza, di cui rimangono oggi pochissime opere. Il capolavoro è stato recentemente restaurato e ora viene esposto al pubblico nella Sala del Camino in una mostra agli Uffizi di Firenze La mostra, a cura di Daniela Parenti, è aperta dal 7 marzo al 30 aprile. Il restauro è stato realizzato grazie al contributo degli Amici degli Uffizi. Firmato e datato 1461, il restauro ha restituito brillantezza alla cromia squillante della stesura pittorica, migliorando la leggibilità di particolari minuti e curiosi. E' stata inoltre accertata l'originalità della maggior parte degli elementi che costituiscono la cornice, ascrivibili alla tradizione fiamminga, fra cui il bellissimo traforo gotico presente nella tavola centrale. Il dipinto è una delle opere più considerevoli della collezione degli artisti stranieri del XV secolo alle Gallerie degli Uffizi, oltre che un'importante testimonianza dell’interesse della committenza italiana per la pittura del nord Europa.  Realizzato interamente con legno di quercia, è composto da tre pannelli che, prima di essere dipinti, furono alloggiati nelle cornici, incastrati nell'incavo ricavato nello spessore. I trafori in legno dorato della tavola centrale, simili alle arcate di una cattedrale gotica, furono invece applicati dopo la stesura pittorica. Il perimetro del pannello centrale è stato alterato nel corso di un vecchio restauro e le cerniere che collegano le ante laterali non sono originali, come pure il meccanismo di chiusura degli sportelli. L'opera, è stato spiegato, arrivò agli Uffizi dal convento francescano di Bosco ai Frati nel Mugello, in seguito alle soppressioni degli istituti religiosi in epoca napoleonica. La sua importanza è considerevole, perche' di Froment rimangono oggi poche opere. Conosciuto soprattutto per l'attività che almeno dal 1465 svolse in Provenza, dove lavorò anche per il sovrano Renato d'Angiò, la Resurrezione di Lazzaro risulta essere la sua opera più antica giunta fino ad oggi. Il dipinto fu eseguito per un prelato originario di Prato, Francesco Coppini, che dal 1459 al1462 visse fra Fiandre, Inghilterra e Francia svolgendo incarichi per conto di papa Pio II. Il veristico ritratto presente sul verso dell'anta destra del trittico ci restituiscel'aspetto di questo intraprendente, colto e ambizioso prelato. "La scelta di Nicolas Froment, un pittore ancora giovane, portatore di un espressionismo a tratti impietoso, ironico, tutto spigoli - ha sottolineato il direttore della Galleria Eike Schmidt - ci parla del gusto 'forte' e quasi temerario di Coppini, e solletica la nostra immaginazione su come sarebbe stata quella cappella che il presule probabilmente non vide mai compiuta. La Sala del Camino degli Uffizi, dove è esposto ora in mostra il trittico, può idealmente sostituire lo spazio raccolto e sicuramente prezioso che il suo committente aveva di certo in mente".

Nicoletta Curradi 

06 Marzo 2017 16:57
 

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