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Sabato 19 Agosto 2017
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Il Cristo di Michelangelo torna al centro della Sagrestia di S. Spirito



Era ‘in disparte’, in un lato della chiesa. Adesso è stato ricollocato al centro della sagrestia il Crocifisso di Santo Spirito, la scultura lignea attribuita a Michelangelo Buonarroti, databile al 1493 circa conservata nella celebre basilica fiorentina.A sostenere il progetto di ricollocazione, la fondazione no profit Friends of Florence: l’opera, infatti, finora occupava una posizione laterale, restando un po’ ‘in disparte'; adesso sarà possibile anche girarci intorno per vederlo a 360 gradi in ogni dettaglio. Per dare risalto e visibilità alla sacrestia, Friends of Florence sostiene anche il restauro dell’altare e del dipinto di Alessandro Allori ‘San Fiacre che guarisce gli infermi': il costo dei tre interventi ammonta a circa 40 mila euro. Al termine dei lavori, è stato spiegato oggi nel corso della presentazione, la sagrestia sarà inserita all’intero di un nuovo percorso di valorizzazione dell’intero complesso di Santo Spirito.Michelangelo fu ospitato nel convento di Santo Spirito nel 1492, a diciassette anni, dopo la morte del suo protettore Lorenzo il Magnifico che lo aveva ospitato durante i suoi studi artistici nel grande palazzo di famiglia in Via Larga. In questo convento, grazie all’intercessione di Piero de’ Medici e con l’autorizzazione del priore, ebbe la possibilità di analizzare i cadaveri provenienti dall’ospedale del convento per studiarne l’anatomia, ed è anche grazie a questa esperienza che Michelangelo divenne insuperabile nel rappresentare il corpo umano in ogni suo più piccolo dettaglio. Come ringraziamento dell’ospitalità il giovane artista scolpì per il priore Niccolò di Lapo Bichiellini, il crocifisso ligneo, che venne collocato sopra l’altare maggiore, finché, durante l’occupazione francese della fine del XVIII secolo, con la soppressione del convento venne registrato come perduto. In realtà l’opera non si era mossa da Santo Spirito, tanto che fu riscoperto sotto una spessa ridipintura che alterava la forma e il carattere dell’opera. Venne destinato, dopo l’immediato restauro, al museo di Casa Buonarroti, dove rimase fino al 2000 quando si decise di riesporlo nella sagrestia di Santo Spirito. 

Fabrizio Del Bimbo

04 Aprile 2017 20:41
 

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